
La Cura
Evento culturale dedicato al rapporto tra uomini, animali e territorio.
Piattaforma culturale multidisciplinare che rilegge gli eventi della Grande Guerra non attraverso la celebrazione del conflitto, ma tramite la lente della compassione e della fratellanza. Situato presso la storica tenuta di Castel San Mauro (Gorizia), l'evento funge da ponte culturale e fisico tra Italia e Slovenia, trasformando l'ex linea del fronte in uno spazio di dialogo e diplomazia culturale. Attraverso un approccio che unisce il rigore della ricerca storica ai linguaggi contemporanei, il progetto promuove un'"etica della cura" universale.
L'edizione 2026, che segna la terza edizione dell'iniziativa, si svolgerà il 21 e 22 marzo
La Filosofia dell'Evento In un’epoca di frammentazione, "La Cura" si propone di trascendere il mero atto medico per trasformarlo in un gesto concreto di responsabilità civile e attenzione reciproca. L'intera iniziativa si fonda su una triplice dimensione relazionale:
Uomo-Animale: Celebra il mulo e il cavallo come compagni silenziosi di fatiche, riconoscendo una dignità e una sofferenza condivisa che unisce le specie nel limite umano.
Territori divisi e connessi: Trasforma un confine storicamente conteso in un baricentro di incontro, facendo della linea del fronte un luogo di attraversamento.
Memoria e Responsabilità: Vive il dovere del ricordo come un impegno attivo per costruire una coscienza europea comune, dove curare il passato diventa il fondamento per la pace futura.
Il Territorio come Crocevia Culturale L'evento trova la sua collocazione ideale nella tenuta di Castel San Mauro, incastonata tra il fiume Isonzo e il Monte Sabotino. Questa posizione strategica, in continuità con l'eredità di "GO! 2025", permette di ricucire il tessuto storico tra Italia e Slovenia (Salcano). Il paesaggio diventa così un vero e proprio laboratorio di tolleranza ed epicentro della cultura mitteleuropea, accessibile anche tramite una passerella pedonale sull'Isonzo che agisce come ponte fisico e simbolico tra le due nazioni.
Le Attività: Eccellenza, Rigore e Multidisciplinarietà Il progetto offre un'esperienza immersiva e scientificamente rigorosa, articolata in diverse macro-aree di attività che si susseguono durante le giornate dell'evento:
Rievocazione Storica e Medicina di Campo: Viene garantita una ricostruzione filologica delle pratiche di soccorso e dell'infermeria di primo intervento. I visitatori possono osservare la meticolosa riproduzione dei kit medici della Croce Rossa, strumenti chirurgici, altari da campo completi di paramenti sacri e uniformi storiche, comprendendo l'evoluzione delle tecniche di cura in condizioni estreme.
Didattica e Benessere Animale: Le attività dedicate ai reparti salmerie non sono semplici esibizioni, ma vere lezioni magistrali sul rispetto dell'animale. Comprendono l'acquartieramento dei muli, sessioni interattive di "brusca e striglia", e spiegazioni approfondite sulla biomeccanica equina.
Artigianato e Mestieri Tradizionali: Il recupero dei gesti ancestrali prende vita attraverso dimostrazioni dal vivo di mascalcia, ferratura e antica forgiatura del ferro incandescente, salvaguardando un sapere artigianale che costituiva l'ossatura logistica dell'epoca.
Dialogo Intellettuale e Memoria: L'evento stimola la riflessione critica attraverso conferenze tematiche istituzionali, mostre fotografiche documentali (come percorsi dedicati alla relazione tra soldati e animali), proiezioni serali di materiali d'archivio e cammini commemorativi verso siti storici limitrofi. Il tutto è arricchito da momenti corali della tradizione transfrontaliera.
Accoglienza ed Eccellenza Territoriale: L'esperienza è completata da punti ristoro che reinterpretano con eleganza la tradizione gastronomica locale e da degustazioni istituzionali dei vini autoctoni della tenuta, celebrando l'eccellenza produttiva del territorio.
L'edizione 2026, che segna la terza edizione dell'iniziativa, si svolgerà il 21 e 22 marzo
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